My Web 2.0 Expo Conference First Day Take Aways in 5 Keywords

As I’m involved in the creation and launch of a product right now, I spent the day on 2 start-up focused workshops: “Get Going: How to Build and Test Your Idea Without Programming and “How to Fail for Success: Three Key Start-up Mistakes”.

Here the bottom line of my day in 5 keywords:

1. Relevance
Very often strong ideas sit on common sense. I think common sense is not common at all. So, saying that you should be creating RELEVANT products for your customers sounds stupid but it’s not.

Ask you a question: does your current product have room for becoming more relevant?

For example, I think Google search has a huge room for improvement and RELEVANCE is the battle Google is facing today and will be facing in the next 5 years.

What is the last time you have been disappointed by Google Serp’s?

2. Time
Think about your product: how much time (%) you dedicate to your customers compared to product dev., features, business models etc.?

You should be spending MOST OF YOUR TIME talking with your customers, understanding their needs, desires, etc.

3. Focus
Now that you are creating a relevant product around your customers you MUST FOCUS on the ONE BIG SINGLE THING that your customers love.

Don’t get fooled by featuritis.

Get feedback from all your available sources, analogue (real face to face interviews) and data, fine tune your product, simplify etc.

Tough stuff uh?

4. Passion
Find out which are customers that LOVE your product and build your development around them.

Passionate customers will spread your product idea and make it a social object.

5. Speed
Don’t get fooled by the “the product is not ready yet” syndrome. Launch bits of the product every week, day or night. Learn from real customers, fine tune etc. Do it as quickly as you can.

As Janice Fraser from luxr.co said today: Prove and Improve, Prove and Improve. Keep at it.

As soon as I’ll back home, I’ll be testing our product with real people much more that what we have been doing till now. It’s never too late.

What about you?
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La novità del 2010? Il Web 2.0

Intravedere nel futuro è uno dei miei “sport” preferiti quando si parla del mix “business&tecnologia”.

Voglio condividere uno dei due pensieri più importanti che mi sono portato dalla ‘the next web conference 2010‘. L’altro pensiero importante lo lascio per un altro post.

Nel 2001 mi ero cimentato in progetto d’avanguardia: l’uso di applicazioni web in modalità ASP (oggi note come Saas, software as a service). L’idea era promettente e si è rivelata giusta. Niente più software da installare sul proprio PC (o sistemi informativi aziendali), ma accessibili via web. Esattamente come oggi uso Gmail in remoto e non più il vecchio l’outlook, per capirci.

Oggi esistono centinaia di migliaia di servizi erogati in questa modalità.

Poi arrivò la promessa del Web 2.0, il web come piattaforma. Tutto diventa miscellaneo… usiamo e remixiamo i dati per creare servizi unici, accessibili da web.

Ora il web 2.0 comincia davvero a concretizzarsi con l’IaaS (infracstructure as a service). E’ stato il cuore della presentazione di Werner Vogels, CTO di Amazon.

Di che si tratta? Di mettere insieme diversi servizi in modalità SaaS per costruire un servizio nuovo. Dove? All’interno di una infrastruttura dedicata come Amazon EC2 (Elastic Computing Cloud) o Google GAE (Google App Engine).

Promesse

In pratica, se in azienda state pensando a sviluppare un nuovo sito o applicazione web, oggi c’è questa nuova opzione che promette maggiore velocità, scalabilità, costi evolutivi inferiori, flessibilità e soprattutto innovazione.

Il punto più forte rimane l’innovazione. Se l’idea di business alla base del vostro sito o applicazione è buona, allora sarebbe il caso che l’80% dello sforzo sia investito sull’idea di business, quella cosa che vi differenzia, quella per la quale qualcuno sarà disposto a pagare. Per tutto il resto, troverete un servizio erogato ‘nella cloud’, attraverso l’infrastruttura.

Esempi

  • Alla vostra applicazione servono servizi di geolocallizazione? Allora usate SimpleGeo.
  • E’ cruciale assicurare la deliverability delle email generate dal sistema? Usate Critsend.
  • Volete permettere ai vostri utenti di caricare file e condividerli? C’e’ drop.io .
  • Convertire foto in video? C’è Animoto.
  • Upload e encoding di Video? C’è Panda.
  • Serve un sistema di billing per farvi pagare? Chargify
  • Gestire l’advertising sul vostro sito? OpenX
  • Serve monetizzare beni virtuali? C’è Social Gold
  • Serve un motore per gestire le ‘recommendations’? Ecco Direct edge
  • Volete abilitare discussioni real time? C’è Echo
  • Servizi di crawling? C’è 80 legs
  • Volete inviare notifiche push sul telefonino dei vostri registrati? Ecco urbanship
  • E vendere magliette o altri oggetti stampabili in tutto il mondo? Peecho
  • O addirittura farvi sviluppare l’applicazione completamente in outsourcing? 8kmiles

Non solo, ciascuno di questi servizi vive in un mercato nel quale la sopravvivenza (indovinate un po’…) è determinata dalla capacità di innovare. Quindi ciascun servizio evolve… dandovi la possibilità di incorporare la loro innovazione nel vostro servizio.

A questo punto non vi rimane che concentrarvi su ciò che rende unico il vostro servizio, sfruttando tutte le potenzialità dei servizi disponibili nella nuvola (cloud). L’alternativa è lo sviluppo di tutto quello che serve in casa… da ciò che vi differenzia.. a ciò  che è invece commodity, come la gestione dell’invio delle email, per capirci. Vedete le potenzialità di questo approccio?

Questo è il Web 2.0 che comincia davvero a diventare realtà: il web come piattaforma, per la creazione di servizi unici (la tua idea!) remixando quelli disponibili. Pronti a creare la vostra applicazione Web 2.0?

Inplicazioni

  • la tecnologia diventerà sempre più accessibile, diventando commodity
  • la chiave del successo si sposta sulla creatività (sempre più vero) e la velocità di implementazione
  • servono agenzie web nuove, capaci di proporre sviluppi nella nuvola e consigliarvi sui servizi migliori
  • le agenzie web diventeranno ‘sarti’ che dovranno essere bravi a capire le vostre esigenze di business per confezionarvi il vestito giusto
  • chi sarà deputato in azienda allo stare aggiornati sugli sviluppi di questi servizi? Il Web Strategist?

p.s. non ho nessuna associazione con i servizi menzionati. Gli stessi me li sono appuntati durante le presentazioni e conversazioni avute con Joe Stump, cofondatore di Simple Geo, Tom Werner, fondatore di Github e Werner Vogel, CTO di Amazon.

Il Web e l’uso del video tra presente e futuro

Al recente Workshop dell’Osservatorio Business TV dal titolo: “L’impresa si videoracconta”, ho avuto il privilegio di parlare ad una platea di persone interessate alle Web TV.

Ho portato l’esperienza che stiamo facendo nell’azienda per la quale lavoro e il punto di vista di chi, come me, si occupa di marketing interattivo.

Ho cercato di mettere insieme qualche concetto utile per chi era in platea. Ecco il nocciolo del mio intervento:

Introduzione

Ho spiegato che portavo il punto di vista di un web marketer rispetto all’argomento. C’erano, infatti, molti interventi da parte di chi proveniva dalla televisione.

Il contesto: il Web 2.0

Viviamo nell’era del Web 2.0 ed è in questa era che il video si inserisce e ne è protagonista. Cos’è il Web 2.0? I miei 2 cents sono:

– il web come piattaforma (dalla definizione di O’Reilly)

Si, il web come universo senza steccati (visione) dove le applicazioni e le persone saranno sempre più in grado di interagire con semplicità. E’ una visione che porta a business models completamente nuovi (open business models) basati sulla collaborazione e l’intelligenza collettiva.

– il web come mondo di partecipazione e interazione

la naturale riproposizione di modelli comunicativi convenzionali (uno a molti) si è rivelata senza senso su Internet. La rete è strumento di partecipazione attiva. Avete presente i blog? Avete presente le recensioni di altri utenti sulle quali basiamo le decisioni di acquisto di un prodotto o un albergo o se andare a vedere un film o se scegliere un ristorante?

– un mondo di Youniverses

al centro di Internet ci sono le persone. Persone vere che si esprimono e dando voce al proprio micro-universo. Al proprio universo. E’ la rivoluzione più profonda dal punto di vista del marketing dall’introduzione della televisione in poi.

La Sfida (Challenge)

Come si fa a comunicare con potenzialmente milioni di nicchie diverse? E il modo di comunicare deve essere diverso? Questa è la sfida del nuovo marketing (new marketing) e il privilegio. Sì, perché si tratta di una opportunità unica, la realizzazione delle conversazioni di cui si parla dai tempi del Clutrain Manifesto. Oggi si ha la possibilità di parlare e conversare con chi VUOLE parlare con noi. E’ questa l’El Dorado del nuovo marketing.

Nota: durante l’intervento, Paolo Landi (Benetton), ha ironizzato sulla Fiat e Manuela Crippa (product marketing manager di Bravo) per via del blog “Quelli che Bravo“. Landi diceva “chi ha tempo di andare a leggere un blog del genere se non un ragazzino?”. A parte che avrebbe dovuto portare dati a supporto di questa affermazione (nessuna ricerca è stata citata), Landi sottovaluta l’importanza di parlare con un gruppo di persone che, anche se relativamente piccolo, è comunque una nicchia di appassionati del prodotto e dell’azienda. Ed è superfluo spiegare il valore della cosa per Fiat.

Qual è il ruolo del Video in tutto questo?

E’ un ruolo di primissimo piano. YouTube è l’essenza del nuovo web. You Tube ha reso il video finalmente fruibile. Un’innovazione tanto semplice quanto rivoluzionaria: niente più software per vedere i video (Windos Media player, RealPlayer, QuickTime, ecc.)… bastava usare il formato flash!

Contemporaneamente il costo di produzione e editing e distribuzioni di un video sono crollati. Anche io ho fatto un corto con 200 euro!

Il video è diventato un nuovo standard comunicativo. Dai siti in puro testo (fine ’90), a quelli testo immagini (fino a ieri) a quelli dove il video diventa preponderante (domani).

Il video sta cambiando il search. Da qui il cd. “Universal Search” che sta a significare come la ricerca si sia allargata a contenuti di qualunque tipo. Se cercate adesso su Google “Fiat 500” troverete tra i risultati il video.

Continuerà ad affermarsi il video? Senza dubbio.

Technogym e il video

Ho quindi raccontato l’uso del video che stiamo facendo in Technogym. Attraverso una WebTV dedicata, vero contenitore di tutto il video che produciamo. Contenitore dal quale attingiamo per popolare il sito istituzionale ( e dei nostri partner) con video contestuali che raccontano l’azienda, la sua filosofia, i prodotti e le sue persone.

Conclusioni

Ho chiuso ribadendo qualche concetto.

– Il web 2.0, il web di oggi riguarda le persone, noi tutti con le nostre unicità.
– In questo contesto il video diventa il nuovo modo (standard) di comunicazione. O cominci a comunicare attraverso i video o resti indietro.
– Il video è pervasivo: lo troveremo sempre ovunque (tv, pc, mobile devices), sempre di più e sempre più quando lo vogliamo (vodcasts)
– Il video è efficace (un’ immagine dice più di mille parole… no?)
– Il video è domani… il video è adesso, quindi.

E tu, che uso ne stai facendo del video?

Se sei arrivata fin qui, puoi scorrere la mia presentazione: